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Dolci di Natale napoletani: struffoli, roccocò, mostaccioli e gli altri

A Napoli il Natale si riconosce dal vassoio: struffoli coperti di miele, roccocò duri come pietre, mostaccioli al cioccolato. Sono dolci nati in gran parte nei conventi, che ogni famiglia prepara o compra dall'Immacolata in poi. Ecco come riconoscerli e cosa portare a casa.

Di Redazione Trovanapoli · Aggiornato il · Lettura 5 minuti
Spaccanapoli, la strada del centro antico piena di pasticcerie e forni.
Spaccanapoli, la strada del centro antico piena di pasticcerie e forni. · Foto: Alpha 350 from Hungary, CC BY 2.0

In breve

Quando
In pasticceria da fine novembre; per tradizione si iniziano a preparare l'8 dicembre
Il più famoso
Gli struffoli: palline di pasta fritte nel miele, con canditi e confettini colorati
I dolci secchi
Roccocò, mostaccioli, susamielli: si conservano a lungo e viaggiano bene in valigia
Le spezie
Molti sono fatti con il pisto, il mix di spezie napoletano con cannella e chiodi di garofano

I dolci del vassoio di Natale

Struffoli

Piccole palline di pasta fritte, raccolte a cupola o a ciambella e coperte di miele, con scorzette di arancia candita, cedro e i diavulilli, i confettini colorati. Ogni famiglia ha la sua ricetta. Si preparano qualche giorno prima di Natale e si mangiano fino all'Epifania.

Roccocò

Ciambelle dure di mandorle, farina, zucchero e pisto. Il nome viene dal francese rocaille, per la forma arrotondata simile a una conchiglia. Per tradizione si preparano dall'8 dicembre. La versione classica è durissima: si inzuppano nel vino dolce o nel vermut. Oggi si trova anche una versione morbida.

Mostaccioli

Dolci a rombo ricoperti di cioccolato, morbidi dentro, profumati di spezie. Il nome ricorda il mosto d'uva che un tempo era tra gli ingredienti: biscotti simili esistevano già al tempo dei Romani.

Susamielli

Biscotti a forma di S, con miele, mandorle e pisto. Il nome, si dice, viene dal sesamo che un tempo li ricopriva.

Raffiuoli

Ovali di pan di Spagna farciti con marmellata e ricoperti di glassa bianca. Sono i più morbidi del vassoio.

Divino amore e pasta reale

Il divino amore è un dolcetto di pasta di mandorle con canditi e glassa rosa. La pasta reale è marzapane modellato e colorato a forma di frutta.

Da dove vengono

Molti di questi dolci nascono nei conventi di clausura napoletani: le monache li preparavano per le feste e li regalavano a benefattori e famiglie nobili. Per questo vengono chiamati anche dolci conventuali. Le ricette sono passate poi alle pasticcerie e alle case.

Dove comprarli

Da fine novembre si trovano in tutte le pasticcerie e in molti forni della città. Nel centro storico, tra via dei Tribunali e Spaccanapoli, e vicino alla Stazione Centrale ci sono alcune delle pasticcerie storiche più conosciute.

Consiglio: se vuoi portarli a casa, scegli i dolci secchi, cioè roccocò, mostaccioli e susamielli: si conservano per settimane e non si rompono in valigia. Gli struffoli col miele sono più delicati: comprali in vaschetta chiusa.

Gli altri sapori delle feste

A Natale a Napoli non ci sono solo i dolci: la cena della Vigilia è di pesce, con spaghetti alle vongole, baccalà fritto e l'insalata di rinforzo, con cavolfiore, olive e papaccelle. Leggi anche la guida ai piatti tipici napoletani.

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Domande frequenti

Quali sono i dolci di Natale napoletani?

Struffoli, roccocò, mostaccioli, susamielli, raffiuoli, divino amore e pasta reale. Si trovano in pasticceria da fine novembre.

Cosa sono i roccocò?

Ciambelle dure di mandorle, farina, zucchero e spezie (il pisto). Per tradizione si preparano dall'8 dicembre e si inzuppano nel vino dolce.

Quali dolci napoletani portare a casa?

I dolci secchi, cioè roccocò, mostaccioli e susamielli: si conservano a lungo e viaggiano bene in valigia.

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Fonti: Gambero Rosso, i biscotti napoletani di Natale; Gambero Rosso, cosa sono i roccocò; Dissapore, dolci di Natale napoletani. Consultati il 13 ottobre 2026. I prezzi delle strutture sono stime di zona di Napolibnb.it: il prezzo reale per le tue date lo comunica la struttura.