Dolci di Natale napoletani: struffoli, roccocò, mostaccioli e gli altri
A Napoli il Natale si riconosce dal vassoio: struffoli coperti di miele, roccocò duri come pietre, mostaccioli al cioccolato. Sono dolci nati in gran parte nei conventi, che ogni famiglia prepara o compra dall'Immacolata in poi. Ecco come riconoscerli e cosa portare a casa.

In breve
- Quando
- In pasticceria da fine novembre; per tradizione si iniziano a preparare l'8 dicembre
- Il più famoso
- Gli struffoli: palline di pasta fritte nel miele, con canditi e confettini colorati
- I dolci secchi
- Roccocò, mostaccioli, susamielli: si conservano a lungo e viaggiano bene in valigia
- Le spezie
- Molti sono fatti con il pisto, il mix di spezie napoletano con cannella e chiodi di garofano
I dolci del vassoio di Natale
Struffoli
Piccole palline di pasta fritte, raccolte a cupola o a ciambella e coperte di miele, con scorzette di arancia candita, cedro e i diavulilli, i confettini colorati. Ogni famiglia ha la sua ricetta. Si preparano qualche giorno prima di Natale e si mangiano fino all'Epifania.
Roccocò
Ciambelle dure di mandorle, farina, zucchero e pisto. Il nome viene dal francese rocaille, per la forma arrotondata simile a una conchiglia. Per tradizione si preparano dall'8 dicembre. La versione classica è durissima: si inzuppano nel vino dolce o nel vermut. Oggi si trova anche una versione morbida.
Mostaccioli
Dolci a rombo ricoperti di cioccolato, morbidi dentro, profumati di spezie. Il nome ricorda il mosto d'uva che un tempo era tra gli ingredienti: biscotti simili esistevano già al tempo dei Romani.
Susamielli
Biscotti a forma di S, con miele, mandorle e pisto. Il nome, si dice, viene dal sesamo che un tempo li ricopriva.
Raffiuoli
Ovali di pan di Spagna farciti con marmellata e ricoperti di glassa bianca. Sono i più morbidi del vassoio.
Divino amore e pasta reale
Il divino amore è un dolcetto di pasta di mandorle con canditi e glassa rosa. La pasta reale è marzapane modellato e colorato a forma di frutta.
Da dove vengono
Molti di questi dolci nascono nei conventi di clausura napoletani: le monache li preparavano per le feste e li regalavano a benefattori e famiglie nobili. Per questo vengono chiamati anche dolci conventuali. Le ricette sono passate poi alle pasticcerie e alle case.
Dove comprarli
Da fine novembre si trovano in tutte le pasticcerie e in molti forni della città. Nel centro storico, tra via dei Tribunali e Spaccanapoli, e vicino alla Stazione Centrale ci sono alcune delle pasticcerie storiche più conosciute.
Consiglio: se vuoi portarli a casa, scegli i dolci secchi, cioè roccocò, mostaccioli e susamielli: si conservano per settimane e non si rompono in valigia. Gli struffoli col miele sono più delicati: comprali in vaschetta chiusa.
Gli altri sapori delle feste
A Natale a Napoli non ci sono solo i dolci: la cena della Vigilia è di pesce, con spaghetti alle vongole, baccalà fritto e l'insalata di rinforzo, con cavolfiore, olive e papaccelle. Leggi anche la guida ai piatti tipici napoletani.
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Domande frequenti
Quali sono i dolci di Natale napoletani?
Struffoli, roccocò, mostaccioli, susamielli, raffiuoli, divino amore e pasta reale. Si trovano in pasticceria da fine novembre.
Cosa sono i roccocò?
Ciambelle dure di mandorle, farina, zucchero e spezie (il pisto). Per tradizione si preparano dall'8 dicembre e si inzuppano nel vino dolce.
Quali dolci napoletani portare a casa?
I dolci secchi, cioè roccocò, mostaccioli e susamielli: si conservano a lungo e viaggiano bene in valigia.
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